Rubrica a cura di Angie Cafiero

(i) La pasta e ceci meglio nota a Napoli come Lampp ‘ e tuon e’ la protagonista indiscussa del primo giorno di Quaresima. Il nome con cui è conosciuta a Napoli la pasta e ceci è una chiara allusione alle tempeste viscerali provocate da questo legume. In alcune zone del Salento si prepara una minestra detta Ciceri e trii, in cui la pasta è costituita da una sorta di tagliolini casalinghi a base di sola farina che vengono fritti nell’olio prima di essere gettati a bollire nella pentola di cottura dei legumi fortemente aromatizzati con aglio, cipolla, pomodori, origano e peperoncino.
Questa ricetta è un vero e proprio reperto archeologico della gastronomia sia per il nome, trii, che era il nome che arabi e siciliani davano nel Medioevo ai maccheroni, sia perche le tagliatelle preventivamente fritte ricordano le lagane degli antichi Romani che venivano arrostite su pietre roventi prima di tagliarle a strisce e farle bollire nelle minestre.
Ingredienti: 300 g di ceci
1 cucch. tè di bicarbonato
1 dl di olio
2 spicchi di aglio
sale pepe
prezzemolo abbondante
400 g di laganelle (fettuccelle larghe)
Esecuzione:
La sera precedente mettete a bagno i ceci con il bicarbonato per renderli più teneri. La mattina dopo sciacquateli e cuoceteli in acqua abbondante e non calata. Quando saranno cotti e quasi disfatti (occorreranno circa 5 ore a fuoco lento, senza mai far perdere il bollore), aggiungete l’aglio, l’olio precedentemente riscaldato, l’origano, il sale e il pepe. Se volete, potrete, passarne una piccola quantità. Aggiungete, se necessario, un po’ d’acqua a bollore che terrete su un altro fornello e calate nei ceci le laganelle spezzettate,. Qualche minuto prima di togliere la pentola dal fuoco, aggiungete il prezzemolo




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