SALUTE E BENESSERE

I cavoli rappresentano uno degli alimenti indispensabili per l’alimentazione in quanto grazie al loro caratteristico sapore e al basso valore calorico possono essere utilizzati in svariati modi nella cucina italiana. Alla famiglia dei cavoli (crocifere) appartengono anche le verze, i broccoli e il cavolo cappuccio dove la parte edibile è data dalle foglie mentre per i cavolini di Bruxelles la parte commestibile è data dall’inflorescenza ancora immatura. Per quanto riguarda i valori nutrizionali, il cavolo presenta un buon contenuto di vitamina C e vitamina A, Acido folico, fibra e tra i sali minerali abbonda in potassio indicato per chi ha problemi di anemia. Oltre tali composti si riscontrano anche sostanze ad effetto antitiroideo e composti solforati, i quali recano un effetto protettivo sia contro le patologie che interessano la tiroide e soprattutto una difesa contro i tumori intestinali, particolare importanza è rivestita dall’acqua di cottura, ricca di zolfo, ottima per la cura degli eczemi e delle infiammazioni in genere. La presenza delle sostanze solforate (cioè ricche di zolfo ) è riscontara durante la fase di cottura determinando l’odore tipico del cavolo cotto, che a volte può dare fastidio a chi lo cucina. Un piccolo segreto per evitare il cattivo odore è quello di porre sul coperchio una fettina di pane bagnata nell’aceto. Un consiglio utile per l’acquisto di tale prodotto: controllare le foglie esterne, le quali devono essere croccanti ed aderenti alla testa che a sua volta deve essere grossa e priva di macchie scure, quindi, se il cavolfiore è schiuso, non acquistatelo perché troppo maturo. Per quanto riguarda la sua conservazione in frigo, non va tenuto per più di 4 giorni sempre chiuso in un sacchetto di plastica, dopo la cottura è preferibile consumarlo subito. Se lo si vuole congelare, prima lessatelo al dente in acqua acidulata con qualche goccia di limone, scolatelo e dividetelo in cimette, in questo modo potete conservarlo anche per 1 anno. Quindi essendo un alimento ricco per le sue proprietà nutrizionali e terapeutiche se ne consiglia un consumo almeno settimanale; attenzione alle donne in allattamento in quanto un eccessivo consumo può influenzare le caratteristiche gustative del latte materno provocando al bambino un rifiuto.
Vincenzo Consiglio




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