GLI AVVOCATI DEL DIAVOLO

Poco prima della crisi, il Governo ha partorito il disegno di legge sui "Dico", ossia i diritti e doveri delle coppie di conviventi. Molti fra coloro che volevano una regolamentazione delle coppie di fatto sono rimasti delusi, ritenendo l’iniziativa del Governo fin troppo moderata; ciononostante, sussistono resistenze, all’interno della maggioranza, anche rispetto all’approvazione di tale disegno di legge, da parte di quanti, all’opposto, lo considerano potenzialmente dannoso per una società il cui sviluppo sarebbe legato sempre e comunque alla famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio. Quali sono i punti cardine del disegno di legge? La norma in questione prevede, innanzitutto, per l’applicazione della disciplina in essa contenuta, che il rapporto di convivenza, anche tra persone dello stesso sesso, venga dichiarato all’ufficio di anagrafe, da entrambi i conviventi o anche soltanto da uno di essi, che, però, in questo caso, dovrà darne comunicazione all’altro. Tale dichiarazione apre la strada ad una regolamentazione del rapporto che prevede, tra l’altro, la successione nel contratto di locazione da parte di uno dei conviventi in caso di morte dell’altro o, comunque, di cessazione di una convivenza durata almeno tre anni; l’obbligo di mantenimento del convivente che versi in stato di bisogno da parte della persona con la quale il rapporto di convivenza abbia avuto una durata di almeno tre anni e sia successivamente cessato; il diritto, in caso di morte del convivente, di successione ab intestato nel patrimonio di quest’ultimo da parte del superstite, sempre che la convivenza sia durata non meno di nove anni. Sono, questi, alcuni punti salienti del tanto discusso disegno di legge, duro banco di prova per il Governo, impegnato a cercare, ora, una maggioranza in Parlamento che approvi il testo.
Giovanni e Alessandro Gentile




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