Torre del Greco – Con poche idee che sanno tanto di “scopiazzate”: così si presenta alla città il neo sindaco Giovanni Palomba tramite un comunicato stampa, dove illustra le “priorità” avviate nei primi nove giorni dall’insediamento. Tra le idee “rubate” spunta pure la festa per San Vincenzo Romano.

Durante la campagna elettorale, a parte un elenco di slogan e punti, un vero e proprio programma elettorale fatto di mosse utili alla sua realizzazione il mobiliere di via Cesare Battisti non lo ha mai avuto. O non lo ha mai reso noto alla stampa.
Come per tenere unita la sua coalizione, anche per dare un indirizzo politico, Palomba naviga a vista. Nel mese abbandonate di campagna elettorale dalla sua bocca, di originale, sono usciti punti di programma che andavano da un improbabile cimitero per animali da compagnia – servirebbe, a nostro avviso, anche una riqualificazione per quello degli umani – ad un centro polifunzionale per disabili, per passare, poi, ad un centro commerciale all’aperto.
Infine, il colpo di genio: prendere qua e là idee di altri e farle proprie. Così è stato per il doppio senso nella zona di Sant’Antonio, uno dei punti di forza del programma della lista civica “Cuore Torrese”, capitanata dal consigliere non eletto Mimmo Maida.

“Togliere le erbacce dai marciapiedi”, copyright di Luigi Mele. Anche la riapertura dell’asilo nido comunale e la realizzazione della bretella di collegamento tra l’uscita autostradale e la zona di Sant’Antonio sono punti estrapolati dal programma di Mele. Ma non solo. C’è stato un crescendo, a poche ore dall’insediamento: ecco rilanciare l’idea della festa per San Vincenzo Romano, mutuata direttamente da Valerio Ciavolino, che l’ha pubblicizzata nei giorni antecedenti al primo turno e ripresa, poi, durante la campagna elettorale per il ballottaggio anche da Luigi Mele. Questi appena elencati, del resto, sono quelli balzati agli occhi senza neppure scendere in analisi più profonde.

Che non avesse tante idee per rilanciare Torre del Greco, gli elettori se ne erano accorti già al primo turno. Infatti, a fronte di una super coalizione che è riuscita a raccogliere più di 16mila voti, Giovanni Palomba è riuscito nel difficile compito di perdere la bellezza di 2mila preferenze (nel secondo turno ne ha perse altre 5mila) – caso più unico che raro rapportato ai risultati ottenuti dagli altri 6 candidati a sindaco: tutti hanno raccolto più voti rispetto alle liste che li supportavano -.
Per il bene della città, ci auguriamo che, anche se copiando, riesca a dare un indirizzo politico all’amministrazione di Torre del Greco, cosa della quale siamo profondamente scettici visto che, la sua maggioranza è composta in larga misura da chi ha governato in malo modo negli ultimi 20 anni la città del corallo.




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