“La gestione privata del servizio idrico è un fallimento in piena regola. Gori spa è il paradigma di questo disastro in Campania: nei suoi primi dieci anni di esercizio la società non ha raggiunto l’equilibrio economico-finanziario, maturando un debito nei confronti della Regione di quasi 300 milioni di euro. Il debito ha ripreso a crescere, di oltre 100 milioni di euro in soli 4 anni. Chiediamo al ministro Galletti di impedire ulteriori aumenti in bolletta che andranno a esclusivo vantaggio dei privati”.

 

 

Lo denuncia il deputato del Movimento Cinque Stelle, Luigi Gallo, annunciando di aver depositato un’interrogazione rivolta al ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, invitandolo “a evitare che la copertura di croniche inefficienze dei soggetti gestori possa dare luogo alla rimodulazione dei piani tariffari”.

 

Nell’interrogazione a Galletti, Gallo segnala anche come la giunta regionale della Campania abbia “autorizzato la rideterminazione del debito complessivo maturato tra il 2002 e il 2012, rinunciando a un credito di oltre 70 milioni di euro e concedendo sul credito una rateizzazione ventennale.  Sulla questione dei debiti di Gori si ipotizza anche un danno erariale, portato all’attenzione della Corte dei Conti della Campania da parte del Movimento Cinque Stelle. E la magistratura contabile ora indaga perché la mala gestione di Gori sarebbe dovuta anche a una serie di incarichi esterni, consulenze e assunzioni di personale insostenibili per la società. Stiamo lottando sul territorio perché si arrivi alla definitiva liquidazione di Gori: è una lobby che specula facendo cassa sui cittadini”.




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