Torre del Greco – Il mondo della politica è in fermento. A meno di un mese dalla presentazione delle liste, nulla è ancora definito. Molti gli incontri, come le prove d’intesa. L’altra sera, c’è stato un approccio tra tre gruppi politici di centrosinistra: quello che fa riferimento a Giovanni Palomba, quello che vede come suo leader il parlamentare uscente Nello Formisano e, infine, il Partito democratico. Alla fine dell’incontro non si è prodotto un risultato concreto, ma si è deciso di andare avanti sotto la spinta di un accordo programmatico. Abbiamo provato a sentire uno che in quella riunione era presente per farci raccontare le proprie impressioni. Abbiamo ascoltato il segretario del Psi Ferdinando D’Amato.

Quali le prime impressioni dopo l’incontro dell’altra sera?

In buona sostanza devo dire che la riunione di giovedì sera è stata fortemente interlocutoria, considerato che era la prima volta che ci vedevamo. Almeno io non conoscevo quasi nessuno, tranne due tre di loro. Tuttavia devo dire che c’è stata una grande disponibilità a fare un marcia indietro anche se, secondo me, è molto tattico o di chiave molto strategica.

E quindi, cosa succede ora?

La palla adesso passa in mano a Massimo Meo (segretario cittadino del Pd, ndr) che dovrà senza ombra di dubbio fare in fretta e entro lunedì formalizzare un nome e quindi una candidatura per il proprio partito su quattro candidature che già si conoscono: Michele Polese, Luigi Mennella, Salvatore Romano e Lorenzo Porzio.

Cioè, lunedì il Pd scioglie le riserve sul proprio candidato. Ma Palomba e Formisano?

I tempi sono quelli che sono. Sono molto stretti, quindi se si trova in maniera veloce questa opportunità di discutere sulle tre candidature poste da le tre componenti della coalizione di centrosinistra bene, altrimenti ho la preoccupazione che si va in ordine sparso. Mi auguro di no, però questa è una mia legittima considerazione. Tuttavia ritengo che tutti insieme dobbiamo produrre uno sforzo se vogliamo l’unità, quindi la disponibilità senza tatticismi, ripeto, a fare un passetto indietro e a discutere veramente sulla possibilità di creare le condizioni per una sindacatura autorevole.




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