Torre del Greco – Organizzata dall’associazione Pro Loco di Torre del Greco, fino al 23 gennaio sarà ospite nella nota villa Macrina una mostra internazionale di “Arte Postale”.
La mail art, movimento artistico nato negli anni sessanta, figlio delle avanguardie dadaiste e futuriste, vive oggi una meravigliosa ambiguità; se da un lato i nuovi mezzi di comunicazione hanno dato un tocco di anacronismo al movimento (caratterizzato da scritte di pugno, timbri e francobolli), dall’altro hanno aperto nuovi confini (già dagli anni ottanta si usava l’espressione “Fax art”, inutile sottolineare le prospettive aperte da internet). Espressione, comunicazione e linguaggio, sono questi i temi portanti dell’ esposizione che in questi giorni vive in Villa Macrina, comunicazione formale (cui apoteosi è l’opera di Stefania D’Aries – pezzo 39), comunicazione canonica (come nel pezzo 27 di Patrizia Casiraro), comunicazione anarchica (pezzo 40 di Mauro Dal Fior), comunicazione caotica (pezzo 19 Anna Boschi), comunicazione pur sempre sommessa alla parola, concetto questo forse antiartistico, che, portato all’estremo, non può che portare alla frustrazione di un corpo femminile perso in uno spartito accartocciato come un rifiuto (pezzo 7 Fernando Andolcetti), comunicazione che forse finisce per arrendersi alla supremazia del linguaggio convenzionale (a tal proposito appare una graziosa citazione della pop art nella ripetizione della parola “parola” all’interno del pezzo 30 di Renato Cerisona).
Degni di nota sono, salvo rare eccezioni, tutti i 93 esposti, così come è notevole l’impegno di chi ha organizzato la mostra. E’ vero, i mezzi di comunicazione rendono più facile l’allestimento di un’ esposizione del genere, ma, se non altro, si è riusciti, anche solo per un attimo, ad uscire dalla gabbia di corallo cui è intrappolato il pensare artistico torrese.

Fabio Cirillo




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