Un libro destinato a smuovere le coscienze

Andateci piano, con questo libro! Può cambiare la vostra vita. Se siete disposti a correre il rischio, leggetelo pure, ma io dovevo avvisarvi. Stiamo parlando di “Nonostante il Vaticano” di Gianluca Ferrara (Castelvecchi editore, pp. 126, Euro 12,00). E’ un libro che dopo l’illuminante prefazione di Beppe Grillo e la premessa dell’Autore, si apre con una divertente barzelletta di don Andrea Gallo, e si chiude con tre sapienti testimonianze di tre fra i più classici “preti scomodi”: lo stesso don Andrea Gallo, don Vitaliano della Sala, padre Alex Zanotelli. Gente che ha abbracciato la croce senza pensarci sopra due volte, e l’ha portata e la porta con umile orgoglio. In mezzo c’è lui, Gianluca, che fa snodare il discorso con maestria e veemente forza polemica, alternando, come già nel suo precedente “Dio non ha la barba” (ma come fai ad esserne così sicuro, Gianluca?), teorizzazioni ardite, aneddoti personali, giustapposizioni, citazioni dotte. Il senso del libro? L’autore ce lo comunica alla fine: “Creature come Alex, Andrea e Vitaliano, X, ci insegnano a svegliarci da questa apatia che ci stordisce che ci preclude la possibilità di costruire un nuovo mondo… Loro non si sono limitati a desiderare il cambiamento, ma lo hanno realizzato, e l’esempio è stato ed è un forte sprone per una miriade di persone. Un processo virtuoso che questo libro vuol far conoscere X”. Quanto ai punti basilari che reggono l’intero discorso, si possono riassumere in due fondamentali proposizioni, o meglio, dicotomie: fede e religione e amore e verità (ma su quest’ultima non so quanto sarebbe d’accordo Luciano De Crescenzo). Un libro “contro”, in definitiva, che ribalta con efficacia le prospettive dell’uomo comune, e può mettere in crisi più di qualche solido equilibrio, alla ricerca del vero assoluto, del limite dell’altruismo autenticamente cattolico. A chiosa ci permetteremmo di affermare, con Sciascia che parafrasa Gramsci, che “non sempre la verità è rivoluzionaria”, che nonostante Gianluca ci sono molti ministri del culto che vivono di un eroismo medio ma non per questo deprecabile, che il
piacere di entrare in una bella chiesa resta comunque fra i più gratificanti, e scusate se è poco…
Giuseppe Della Monica
 
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 7 luglio 2010




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