Le voci di dentro" al teatro Oriente"

La memoria di Eduardo De Filippo, il grande Maestro di vita, rivive nella città di Torre del Greco. E stavolta con il ritorno alla sua grande opera -forse la più anomala e amara- che rievoca l’abiguità, il sogno e la realtà. Si terrà oggi e domani, presso il cinema Oriente di corso Vittorio Veneto, il capolavoro "Le voci di dentro". Un doppio appuntamento a Torre del Greco all’insegna della vera arte teatrale. L’inizio degli spettacoli, una commedia in tre atti la cui regia è stata affidata a Gino Roma, avrà inizio alle ore 20.30. A metterla in scena: la compagnia torrese "Teatro Club".
<u>La vita di EDUARDO DE FILIPPO</u>
Figlio d’arte, Eduardo nasce a Napoli il 24 maggio del 1900, da Luisa De Filippo e l’attore e commediografo Eduardo Scarpetta (l’autore di "Miseria e nobiltà").
Nel 1904, Eduardo debutta giovanissimo come giapponesino al Teatro Valle di Roma ne "La geisha", firmata dallo stesso Scarpetta. Dopo quella prima breve esperienza prende parte ad altre rappresentazioni come comparsa o in piccoli ruoli.
Lasciati gli studi, continua la sua istruzione sotto la guida del padre Eduardo che per oltre due ore al giorno lo costringe a leggere e ricopiare testi teatrali. Nel 1914 Eduardo entra stabilmente nella compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta, e vi rimane fino a quando viene chiamato per il servizio militare.
Finito il militare De Filippo lascia la compagnia di Vincenzo Scarpetta per passare a quella di Francesco Corbinci. Nel 1922 scrive e dirige un altro suo lavoro teatrale, "Uomo e galantuomo".
Intorno al 1930, conosce e sposa Doroty Pennington.
Con lo pseudonimo di Tricot nel 1929 scrive l’atto unico "Sik Sik l’artefice magico". Poi insieme ai fratelli Peppino e Titina nel 1931, fonda la compagnia del "Teatro Umoristico I De Filippo". In questo periodo, egli scrive come autore opere del valore di "Natale in casa Cupiello" (1931). Nel 1945, scrive "Napoli milionaria" e rompe definitivamente il rapporto artistico con Peppino; per cui la loro Compagnia si scioglie. Così Eduardo dà vita alla "Compagnia di Eduardo", che rappresenta nel 1946 "Questi fantasmi" e di lì a poco, con esiti trionfali, "Filumena Marturano", destinato a divenir cavallo di battaglia della grande Titina.
Da qui è sempre un crescendo con altri capolavori come: "Le bugie con le gambe lunghe" (1947), "La grande magia" (1948), "Le voci di dentro" (1948), "La paura numero uno" (1951) che vanno ad arricchire un repertorio sempre più fuori dell’ordinario, contemporaneamente al cinema gira "Assunta Spina" (1948, di M. Mattoli), "Napoli milionaria" (1950), "Filumena Marturano" (1951), "L’oro di Napoli" (1954, di V. De Sica), "Fantasmi a Roma" (1960, di A. Pietrangeli). Grande soddisfazione Eduardo l’ha nel 1958, quando viene rappresentata a Mosca, con la regia di R. Simonov, il grande "Filumena Marturano" e, nel 1962, "Il sindaco del rione Sanità".
Nel novembre del 1980, gli viene conferita la laurea in lettere honoris causa dall’Università di Roma e viene nominato senatore a vita nel 1981.
Eduardo si spegne il 31 ottobre del 1984, nella clinica romana Villa Stuart dove era stato ricoverato pochi giorni prima.

Mariella Ottieri




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