Ercolano – Ercolano la prima città d’Italia “derackettizzata”, diventa scenario di una rappresentazione teatrale
“speciale”.

Aspettando Godot di Samuel Beckett diventa il titolo di un progetto sperimentale interamente in
napoletano, guidato dall’ associazione Nuovo Progetto Ercolano APS, un prototipo di spettacolo mai
presentata nella città vesuviana, perche vede protagonisti, ex detenuti, soggetti con realtà di carcerazione e
la presenza di ragazzi affidati a comunità di recupero.

Il progetto, spiega Ciro Santoro, presidente dell’Associazione proponente, nasce da un’intesa con
l’Amministrazione Comunale, la quale tramite l’Assessorato ai Servizi Sociali, ha inserito la proposta
progettuale in una rassegna (Inno alla Vita) promossa a favore degli anziani e delle fasce deboli, che sarà
presentata al MAv dal 7 settembre fino al 26 Ottobre.

Il progetto è un modo di tendere la mano, espressione in linea con la sezione dell’Associazione che trova
come denominazione, Laboratorio Sperimentale LA MANO, precisa Santoro, un modo di dimostrare e f+ar
comprendere , che tutti spinti dalla ricerca di un’opportunità comprendono sempre troppo tardi che quella
vera e reale la si può trovare solo attraverso le proprie scelte, ecco perché il coinvolgimento di uomini che
hanno un vissuto particolare, perche possano essere da esempio verso coloro che per scelta non hanno
ancora trovato una dimensione sana.

Il progetto vede il coinvolgimento della Comunità Dernier, dell’ Ass. Ercolano Viva, della Cooperativa Iside,
e dell’Ass. Onda, tutte realtà del territorio già ampiamente impegnate nel settore delle politiche sociali, la
serata vedrà il coinvolgimento di una scuola di ballo, l’Ass. Flash Dance, che attraverso una sua allieva,
Martina Scala, si fungerà da ponte tra un monologo recitato da Salvatore Boiano, in cui si racconterà la
storia di chi vive ancora la realtà carceraria, e lo spettacolo stesso.

Rappresentazione che vede protagonisti, Antonio Madonna, Luca Mancarella, Eugenio Renato, che
attraverso luci e palco, hanno scelto di raccontarsi e di raccontare una storia, in cui si sentono parte
integrante della stessa, manifestando le loro paure, ma allo stesso tempo anche il coraggio di guardare il
pubblico e dire …io ho scelto!

La regia è affidata a Nicola Florio, cittadino comune che insieme a Liberato Sannino, non hanno esitato a
rendersi protagonisti di quest’importante avventura.
I costumi di Gianni di Dato e Antonio Cervero, le acconciature di Franco e Salvatore di Lauro e il supporto
tecnico di Mimmo e Peppe, hanno permesso che ciò che si pensava essere utopia, potesse diventare realtà.




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