Sos Oro rosso

(a) Torre del Greco – SOS. Pesca del corallo in crisi ma c’è uno spiraglio Torre del Greco è famosa in tutto il mondo per la lavorazione artistica del corallo che rappresenta, da oltre due secoli, l’industria peculiare della città. Il distretto, che vanta 300 aziende, 2500 addetti, scuole di formazione, un museo, un indotto che sfiora le 5000 unità ed un giro di affari che ammonta intorno ai 160 milioni di euro, rappresenta uno dei settori produttivi più importanti della Regione Campania e del "Mede in Italy".
L’industria artigiana del corallo ha attraversato un momento di crisi in seguito alla proposta, avanzata nel 2007 dagli Stati Uniti d’America, di inserimento del corallo nell’appendice II del Cites (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), una lista delle specie della fauna e della flora in pericolo d’estinzione. L’attuazione di tale provvedimento ha comportato una serie di limitazioni e restrizioni nella produzione e nel commercio del corallo, con gravi ripercussioni sull’occupazione del settore e seri danni al comparto di Torre del Greco. Il Giappone e l’italiano Assocoral (Associazione produttori coralli) si sono opposte negando il declino delle popolazioni di corallo a scala mondiale e avvallando la tesi che l’utilizzo ai fini commerciali di gran parte del corallo rosso garantisce una raccolta controllata e rispettosa della specie. Contro la risoluzione del Cites si è schierata anche la FAO sottolineando che le prove attualmente disponibili non sostengono l’intenzione a includere tutte le specie del genere corallium nell’appendice II del Cites. Alla luce di tutto ciò il Parlamento Europeo ha recentemente effettuato una distinzione tra i coralli dei mari tropicali, per i quali le limitazioni sono opportune, e quelli del Mediterraneo dove, invece, i pericoli sono minori e, quindi, la disciplina può essere attenuata. E’ comunque opportuno intervenire per la tutela della risorsa corallo, tutela che interessa lo stesso mondo produttivo; è importante adottare delle misure di legge specifiche per la pesca del corallo e promuovere la ricerca nel settore. Insomma, è possibile una più corretta gestione della risorsa corallo che possa coniugare da una parte la salvaguardia della stessa e dall’altra il bisogno dell’industria del corallo di vivere e svilupparsi.
Maria Consiglia Izzo
Articolo già pubblicato sul numero cartaceo Anno CIII n° 16 – mercoledì 14 ottobre 2008




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