La cronistoria

Torre del Greco – Sono cinque i punti salienti che racchiudono la vicenda Tirrenia e le tappe che hanno spinto i dipendenti della compagnia di navigazione sul baratro della pericolosa rupe chiamata disoccupazione:
• 21 dicembre 2007: la sinistra torrese rappresentata da Arturo Scotto apparve fiera del ritiro dell’emendamento Soro, ovvero la proposta di ridurre i finanziamenti pubblici alla “Tirrenia”, tramite la riduzione del termine della convenzione (proposta dallo stesso Scotto) che legava lo stato al gruppo fino al 2012. In quel frangente fu approvato un emendamento che prevedeva un aumento del contributo statale alla Tirrenia di 40 milioni di euro.
• Quello che col senno di poi possiamo perentoriamente definire “polverone”, sollevato dalla sinistra torrese, culmina nell’assemblea dell’11 gennaio, nella sede della sinistra democratica in via Noto, ove il deputato Scotto, Franco Fontarosa, Salvatore Borriello, Emanuele Federnicola, Vincenzo Accardo annunciarono a gran voce la “vittoria” a marittimi ed impiegati della Tirrenia. Il tutto terminò con la promessa che l’opera per i maritimi vesuviani non finiva li, in primavera si sarebbe dovuta organizzare una conferenza nazionale sul settore marittimo assieme agli altri partiti di “Sinistra arcobaleno”.
• 5 febbraio 2009: i lavoratori della “Tirrenia” scioperano per avere un confronto con il governo al fine di affrontare i problemi inerenti all’avvio della privatizzazione del gruppo, con manifestazioni si sono svolte ad Ercolano e a Torre.
• 10 febbraio 2009: una delegazione di Torre del Greco, costituita dall’assessore per le attività produttive Antonio Renzullo e dal consigliere Rosario Rivieccio, incontra al Ministero dei trasporti il sottosegretario Giuseppe Maria Reina. "Non abbiamo ottenuto le garanzie che speravamo per assicurare il posto a tutti i dipendenti di Tirrenia – dice Renzullo-. Ma non ci scoraggiamo, il Governo ci ha fornito ampie garanzie sui lavoratori a tempo indeterminato ma la nostra battaglia per tutelare anche gli stagionali proseguirà a oltranza. Abbiamo chiesto e ottenuto un nuovo colloquio al Ministero dei Trasporti per portare avanti la trattativa. Insieme al sindaco Borriello coinvolgeremo anche i primi cittadini di Ercolano, Portici e dell’intero territorio costiero. Anche loro, come noi, sono responsabili".
Alla luce della vicenda esposta, l’economia locale ne potrebbe nuovamente risentire, in termini negativi. Forse non è opportuno sparare sentenze o attribuire colpe, ma i paladini Scotto, Fontarosa, Borriello, Federnicola, Accardo che a loro tempo hanno lottato per i marittimi torresi, ora dove sono?
Fabio Cirillo
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 4 marzo 2009




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