Dossier

Terra di tutti e di nessuno. Buona per fare il pieno di voti e pronta per essere scaricata. “Ci si vede tra cinque anni, alle prossime elezioni”, pensano tutti i politici quando le urne si chiudono. Ci fanno campagna elettorale, la tappezzano di manifesti, promettono lavoro e poi opere di riqualificazione su tutto il territorio. Quando il seggio in consiglio comunale o in altri Palazzi istituzionali è al sicuro, li rivedi molto difficilmente. Fenomeni che si verificano un po’ ovunque, ma quando si parla di periferie hanno un sapore diverso e molto più amaro. Il quartiere Leopardi – e più in generale l’intera area che va distaccandosi dal centro cittadino – è storicamente ricettacolo di importanti consensi elettorali, dove si custodiscono delicati e precari equilibri politici ed economici. Cave, rifiuti e politiche clientelari: il controllo è capillare, nulla è lasciato al caso, baroni della politica e potenti imprenditori locali intrecciano le proprie strategie ed esercitano la propria influenza sull’intera città. Figuriamoci sul quartiere, che in dote non ha mai ricevuto nulla. Se non rifiuti in tutte le salse, dalle ecoballe di anni ormai passati ma ancora giacenti alla frazione secco indifferenziata che Villa Inglese ospiterà. Parchi pubblici, strutture sportive e potenziamento della rete dei trasporti pubblici possono ancora attendere. La parola d’ordine è condurre in porto affari di natura pubblica – una discarica o un depuratore industriale sono mostri che riguardano l’intera collettività – per ottenere guadagni privati. Confidiamo in un forte ed unito fronte del ‘NO ALL’IMMONDIZIA’ che da settimane sta animando il quartiere Leopardi, ma soprattutto in una presa di coscienza reale e svuotata da logiche di mero opportunismo politico in vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno in primavera.
niar

 
Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 23 novembre 2011




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