Storia dell’uomo che per oltre cinquant’anni ha contribuito alla crescita dell’economia locale

(a) Torre del Greco – Il Presidente della Banca di Credito Popolare, Antonino De Simone, 80 anni, è scomparso inaspettatamente. I funerali si sono svolti domenica 7 novembre alle ore 12:30 nella basilica di Santa Croce. In tanti sono accorsi per dargli l’ultimo saluto: i parenti, gli amici, i dipendenti della BCP, tutte le autorità locali, le associazioni e la stampa. Antonino De Simone, uomo estremamente discreto e molto legato al territorio, per Torre del Greco è sempre stato un riferimento essenziale. Venuto al mondo nel 1931, fratello-papà di sei sorelle e figlio di un padre pescatore che “arrotondava” vendendo i gioielli ricavati da piccoli blocchi di corallo. Precoce lavoratore, mosse a dodici anni i primi passi nella magia dell’oro rosso, sotto suggerimento del padre: “Scegli la strada che preferisci ma, ascolta, è sempre meglio zappare la propria terra”. Contemporaneamente studiava: per soddisfazione personale conseguì la laurea in Giurisprudenza. “Nino” –così lo chiamavano affettuosamente parenti ed amici– è sempre stato legato alla ditta “Antonino De Simone” , fondata dai suoi avi nel 1830, solo pochi anni dopo che il francese Bartolomeo Martin aveva aperto a Torre del Greco il primo laboratorio per la lavorazione del corallo. La storia della ditta "Antonino De Simone" coincide, quindi, con la storia della lavorazione del corallo a Torre del Greco e dalla sua fondazione la guida dell’azienda è stata trasmessa da padre in figlio senza interruzione per più di 180 anni. Un nodo cruciale, il suo rapporto con la politica. Per tante stagioni nelle fila campane della Democrazia Cristiana, ha aderito alla corrente fanfaniana, ed è stato consigliere comunale a Torre del Greco. Amico di Paolo Cirino Pomicino, Paolo Barbi, Pino Amato e Antonio Gava. Dal 2002 assunse la guida della Banca di Credito Popolare, che si è estesa significativamente durante gli anni della sua governance: in poco tempo il numero di sportelli sono aumentati da 42 a 63, ed altri sono in via di allestimento. I dipendenti sono circa 620. Spirito coerente sospeso tra raffinatezza e schietta popolarità. Carattere fermo, persino nelle abitudini: sveglia all’alba, l’agenda sempre organizzata con inflessibilità, e accanito sostenitore dei rapporti veri, come quello con Ermanno Corsi, Vincenzo e Salvatore Accardo. Un debole per la poesia e la canzone di Napoli -testimonianza di ciò il suo interloquire raffinato e le frequenti citazioni latine- collezionista di un migliaio di volumi pregiati e di gioielli etnici.
La redazione del giornale La Torre si associa al dolore della famiglia De Simone.
Maria Consiglia Izzo
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 10 novembre 2010




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