Al corteo di protesta organizzato dalla Cgil contro la manovra finanziaria anche lo spezzone dei giovani in difesa del nosocomio torrese

Tra le centinaia di bandiere della Cgil, dei partiti politici d’opposizioni e delle sigle studentesche, il drappo del Comitato Pro Maresca ha fatto bella mostra di se nel corso del lungo corteo regionale tenutosi ieri a Napoli (martedì 6 settembre n.d.r.) ed organizzato dalla sezione campana del sindacato guidato da Susanna Camusso per protestare contro la manovra finanziaria varata dal Governo Berlusconi.
“Sanità Pubblica Cercasi: Salviamo L’Ospedale Maresca”, così recitava lo striscione che ha trovato posto nel cuore del lungo corteo partito da Piazza Mancini e poi sfociato in Piazza del Gesù, dove gli organizzatori hanno ringraziato tutte le sigle che hanno aderito allo sciopero generale di otto ore, citando tra l’altro “il Comitato Pro Maresca di Torre del Greco”.
Che lo spezzone composto dai giovani del comitato civico non fosse passato inosservato si era già ampiamente intuito durante il corteo, quando a più riprese obiettivi e telecamere hanno rivolto attenzioni ai ragazzi che da oltre un anno difendono a denti stretti la struttura ospedaliera di Via Montedoro.
Probabile che la vertenza Maresca si sia diffusa a macchia d’olio anche nel capoluogo campano in seguito allo sciopero generale del 12 luglio, quando circa 10.000 persone paralizzarono la città di Torre del Greco per poi bloccare l’autostrada Napoli – Salerno per quasi tre ore: una mobilitazione gigantesca che riuscì a provocare un fortissimo disagio in tutta la Regione Campania.
Nino Aromino




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