Corallo e tradizione

(i) Torre del Greco – È polemica tra ambientalisti in relazione alle sorti dell’oro rosso. In Italia non tutti sono proprio d’accordo: la FAO accusa gli americani di non avere abbastanza dati in merito, ed anche l’Assocoral protesta. Dopo essere stata interpellata da “La Torre”, Greenpeace, nonostante non si occupi di tale campagna, ci comunica che servono numerosi dati e perizie per poter introdurre una specie in una qualsiasi appendice CITES. Purtroppo la critica mossa agli americani non è di lieve portata: non è mai stato eseguito un censimento o una ricerca approfondita che porti all’effettivo provvedimento proposto da Seaweb. La polemica continua in merito ai dati, se la FAO afferma che il numero di colonie è rimasto pressoché invariato, l’America ribatte che, in realtà, ad essere diminuiti sarebbero i singoli elementi nelle colonie. Il WWF, che già a maggio scorso aveva lanciato un allarme per la riduzione delle barriere coralline derivata da effetti climatici, adesso sembra a sostegno della campagna americana. Sostiene, infatti, che la specie è stata fin troppo sfruttata nei commerci e che una regolamentazione di questi ultimi gioverebbe. Ricordiamo che la decisione non sarà di poco peso, soprattutto per Torre del Greco, da sempre leader del mercato mondiale del corallo.

Sara Borriello

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 2 dicembre 2009
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