Anno 2009: la svolta per lo sport

(a) Torre del Greco – Oramai nessuno più ci crede, ma lui rilancia e indica il 2009 quale anno della svolta: “C’è stata una proroga per i circa tre miliardi delle vecchie lire stanziati dalla Provincia per la realizzazione del Palazzetto dello Sport nell’aria delle cave. Il progetto è quasi definitivo, nei giorni scorsi i competenti all’urbanistica della Provincia e della Regione sono stati a Palazzo Baronale. Ora tocca al consiglio regionale a fine 2009 approvare in aula il provvedimento”.
Ciro Borriello sa che il progetto del Palazzetto ha forse solo una manciata di anni in meno rispetto al vecchio Liguori, ma lui, cosciente dello scetticismo generale, lancia la sfida e si lascia scappare una frase emblematica: “anche per questa opera – recita con aria sorniona il primo cittadino – ben presto affiggeremo i manifesti ‘detto fatto’”.
Uno stadio nuovo, due campi di calciotto, atletica, basket e campi di bocce: il pacchetto è quello degli ultimi decenni, così come non è dell’ultima ora l’idea di un insediamento produttivo da affiancare alle strutture sportive. Un’ipotesi prevista dal progetto ‘quasi’ definitivo che i tecnici di Palazzo Baronale stanno mettendo a puntino, e che si realizzerebbe attraverso un imponente project financing che stravolgerebbe l’area posta al confine con Torre Annunziata: “Già con la concessione del Liguori alla Turris abbiamo tracciato una corsia preferenziale per la realizzazione del sintetico durante la stagione estiva. Si tratta di un erba artificiale di cui potranno fruirne tutte le realtà sportive. Ma l’obiettivo – afferma Ciro Borriello – è la costruzione del centro polisportivo”.
Insomma, gli sportivi torresi attendono da Ciro Borriello il gol più importante: strutture adeguate e spazi sufficienti per disputare attività agonistiche.
niar
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea La Torre 1905 in edicola il 4 febbraio 2009




Sostenere La Torre
(o fare una semplice donazione)
è diventato più facile:
Scegli il tuo Abbonamento

Dai voce a ciò che gli altri non dicono