Il manager dell’Asl Na3Sud esce allo scoperto e garantisce per l’esecuzione della delibera 830

Un mese di novembre ricco di colpi di scena per il Comitato Pro Maresca, da oltre un anno in mobilitazione contro la chiusura dell’ospedale di Via Montedoro. Il recente incontro con Maurizio D’Amora – Direttore Generale dell’Asl Na3Sud – fa registrare, almeno nelle intenzioni, una svolta per il futuro del nosocomio torrese che, assieme al plesso di Boscotrecase, fa oramai parte degli Ospedali Riuniti dell’Area Vesuviana.
D’Amora incontra gli attivisti. Il neo direttore generale ha subito sgomberato il campo da equivoci. Per il Maresca va applicata la delibera 830 del 28 luglio 2011 e non la 440 dello scorso 30 marzo. Pertanto, l’ultima disposizione pubblicata nel Burc necessita di una sostanziale modifica che metta definitivamente in soffitta l’iniziale proposito di riconvertire esclusivamente in lungodegenza e riabilitazione la struttura di Via Montedoro. Secondo la delibera 830 – ottenuta dopo la rovente mobilitazione messa in piedi lo scorso luglio – l’ospedale torrese oltre all’attivazione di diversi ambulatori, conserverà il Pronto Soccorso H24 e 134 posti letto, così ripartiti: 16 p.l. di chirurgia (di cui 2 destinati ad urologia); 4 p.l. di osservazione breve intensiva; 4 p.l. di medicina d’urgenza; 14 p.l. di medicina generale; 50 p.l. di riabilitazione; 20 p.l. di lungodegenza; 10 p.l. di gastroenterologia; 16 p.l. di Spdc (servizio psichiatrico diagnosi e cura). Circa i tempi, D’Amora ha promesso al Comitato di inviare entro la fine dell’anno un crono programma che scandirà i tempi per l’attivazione dei posti letto e dei servizi ambulatoriali. Il manager dell’Asl Na3Sud si è impegnato a firmare un apposito verbale a garanzia delle promesse rivolte all’intera città circa il futuro del Maresca.
Soldi pubblici da investire. Ricordate l’annullamento della Festa dei 4 Altari e il risparmio di 90mila euro da destinare al Maresca? Tramontata la possibilità di potenziare direttamente il Pronto Soccorso (così come inizialmente il sindaco Borriello promise n.d.r.), i fondi potrebbero ora seguire la direzione degli ‘interventi strutturali’. Ma lo stesso D’Amora ha sollecitato il Comitato a fornire suggerimenti in tal senso.
La protesta si allarga. Scricchiolano svariate strutture ospedaliere anche a Napoli, con diversi comitati pronti alla mobilitazione generale per impedire il depotenziamento del servizio sanitario. Potrebbe sorgere un coordinamento regionale di movimenti in lotta per la salute pubblica, con il Pro Maresca pronto a recitare un ruolo fondamentale.

 
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 7 dicembre 2011




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