Venti i punti di raccolta aperti entro fine anno, ventisette in totale

(a) Torre del Greco –  “Mai più rifiuti depositati a terra” recita il manifesto affisso, proprio in questi giorni, per le strade di Torre. Un invito divenuto obbligo il 18 luglio scorso con l’entrata in vigore dell’ordinanza del Sindaco, riguardante, per ora, solo quelle arterie nei cui pressi sono dislocati centri di raccolta rifiuti attivi. Ad oggi una decina quelli operanti a pieno ritmo: in zona La Salle, San Gennariello, viale Lombardia, via Circumvallazione, viale Sardegna, S.M. La Bruna, via Cimaglia e via Litoranea. Ben venti quelli la cui apertura è prevista entro la fine dell’anno in corso. Il prossimo dovrebbe essere quello sito a ridosso dell’incrocio di via Scappi (anche se una denuncia per “presunto abuso edilizio” ha fatto sospendere i lavori). Ma il progetto è ancora più ambizioso: si calcola che ben 27 isole ecologiche dovrebbero garantire l’intera copertura del territorio cittadino. Un vero arcip e l a g o , insomma. Gli “isolotti” emersi nei vari macro-quartieri hanno permesso un incremento del tasso percentuale di differenziata mensile del 10% circa, passando, anche se i dati sono parziali, dal 45,65% di giugno al 55,57% del luglio in corso, attestandosi su una media annuale vicina al 42%. Ma non mancano le polemiche: non si è ancora trovata una soluzione per le fasce deboli quali anziani e disabili. “L’idea è quella di effettuare il ritiro sotto-casa per chi è impossibilitato a recarsi presso un punto di raccolta. Questa potrebbe essere una delle soluzioni da mettere in pratica”, illustra l’assessore con deleghe alla N.U. e al Verde pubblico, Ferdinando Guarino. “I centri rispettano tutte le norme in materia di tutela dell’ambiente: pavimentazione impermeabilizzata nelle zone di scarico; recinzioni non inferiori ai 2 m di altezza; adeguate barriere esterne, realizzate con alberature, atte a mini – mizzare l’impatto visivo”, conclude l’Assessore. Non del tutto d’accordo
sembrano essere i condomini residenti nei pressi delle isole, magari con affaccio diretto sul centro di raccolta. Già dai secondi piani in su questi risultano ben visibili e il tanfo, anche se l’umido viene raccolto due volte al giorno, non è dei più soavi.
Simone Ascione
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 27 luglio 2011




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