Gli altri armatori tacciono mentre gli investitori formano Comitati sperando che la bufera passi

(a) Torre del Greco – Le voci che si susseguono sono tante, ma anche in questo numero de La Torre, come nel precedente, continuiamo a cercare di fare chiarezza sulla vicenda che vede protagonista la Dimaiolines. La crisi economica, è ormai noto a tutti, nell’ultimo anno ha colpito diverse aziende anche a livello nazionale. A subire tale periodo di recessione economica è stata anche la Dimaiolines, la cui posizione è stata aggravata, ad agosto, da un guasto all’aria condizionata di una nave ed altri piccoli insoliti problemi che hanno fatto sì che, proprio durante il mese estivo e di maggiore attività, saltassero delle corse. I media, anche a livello nazionale, hanno prestato molta attenzione alla vicenda, talvolta sostenendo anche notizie inesatte ed imprecise: tra queste quella, infondata e fasulla, che la nave fosse stata sequestrata.
Ma la notizia non vera del sequestro ha fatto scatenare il panico tra i creditori e gli investitori. Da quel momento, un vero e proprio assalto alla sede della Dimaiolines da parte dei risparmiatori. Ma, ci chiediamo, quale azienda sopravviverebbe a tale situazione? I Di Maio hanno affrontato la situazione, hanno ricevuto e comunicato continuamente con i risparmiatori e hanno cercato di trovare soluzioni che accontentassero tutti, servendosi anche di consulenti. Tutto ciò fino a quando, a causa di una denuncia depositata da qualche investitore, non è intervenuta la Magistratura. Da qui, la perquisizione della sede di viale dei Pini e la messa sotto sequestro giudiziario degli uffici. Il reato ipotizzato, secondo indiscrezioni, sarebbe quello di truffa. Ma la vicenda, come spesso accade, si è inoltre colorata anche di dicerie e di storie inventate dal popolo che si preferisce tralasciare. Con certezza, però, ad oggi si possono affermare i seguenti fatti:
– ci sono indagini della Magistratura in corso;
– la sede di viale Dei Pini a Torre del Greco è sottoposta a sequestro giudiziario;
– ad oggi, gli amministratori non sono stati arrestati né sottoposti ad arresti domiciliari;
– i libri contabili, dopo l’intervento della Magistratura, sono stati consegnarti in Tribunale;
– gli amministratori non sono scappati, i rappresentanti della Dimaiolines sono a Torre del Greco;
– a causa delle indagini in corso è stato loro consigliato di non comunicare più con nessuno;
– hanno chiesto al Magistrato di essere ascoltati immediatamente, per sgomberare il campo da ogni dubbio.
Ma, sulla vicenda, abbiamo provato anche a sentire il parere di altri armatori torresi. Alcuni di essi, sono stati raggiunti telefonicamente, altri attraverso una e-mail, ma, dagli amministratori delle società armatoriali – la Deiulemar Spa, Deiulemar Shipping Spa (Lembo, Della Gatta, Iuliano); Perseveranza Spa (Giuseppe D’Amato); Giuseppe Bottiglieri Shipping Company Spa; Rizzo- Bottiglieri-De Carlino Armatori Spa – non è pervenuta ancora alcuna risposta. Nel frattempo, continuano le riunioni tra i cittadini, continua il confronto tra gli investitori e, talvolta, qualche avvocato prova a dire la sua. Le correnti di pensiero sono diverse, le posizioni sembrano essere molteplici, ma sono molti i cittadini e gli investitori che stentano a credere ci sia stata truffa e malafede da parte della famiglia Di Maio. Si spera, quindi, che la burrasca passi al più presto.
Antonio Civitillo
 
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 10 novembre 2010




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