L’obiettivo è farsi riconoscere, distinguersi ed emergere

(a) Torre del Greco – La marca di un qualsiasi prodotto, di un Francesco Contini oggetto come di un luogo, ha la necessità inderogabile di farsi riconoscere e riuscire a distinguersi rispetto alla concorrenza. Creare memorabilità e notorietà intorno alle icone, al nome e al logo del cosiddetto “marchio di fabbrica = Torre del Greco, costiera dei fiori” rappresenta il primissimo step nel rapporto tra la marca e il suo pubblico. Grazie agli effetti congiunti di pubblicità, sponsorizzazione, distribuzione, filodiffusione, la marca vive il proprio imprinting divenendo marchio fiduciario, garante della qualità del servizio offerto. Il pubblico, i cittadini stessi e più di tutti i turisti sviluppano in questo modo un’attitudine psicologica favorevole, una predisposizione benevola verso di essa. Le caratteristiche del prodotto, uniche, facilmente riconoscibili, persistenti nel tempo, devono esplicare alla perfezione il posizionamento del brand nel mercato globale. Chi viene a Torre del Greco, ma anche chi solo ne guarda un’immagine da una cartolina, deve poter associare alla Città un tratto peculiare che determini scelte d’attrazione: che sia la costiera in fiore, la magistrale lavorazione del corallo, la veduta mozzafiato del Vesuvio o i ginestreti leopardiani. Vitale è presidiare non solo questi benefici tangibili, bensì quelli di carattere affettivo-emotivo, come potrebbero essere, in questo caso, il calore e l’ospitalità di un popolo. O ancora lo spirito devozionale così radicato nella celebrazione della Festa dei 4 Altari, rito ultracentenario, caldera di fede e folklore. Rappresentazioni scenografiche del sacro, gli Altari custodiscono, testimoniano e tramandano
attributes del patrimonio storicoculturale locale.
L’obiettivo è dotare la marca di una personalità forte. Ed emergere. Solo su queste basi è possibile creare
commitment, ovvero coinvolgimento, empatia, identificazione, legame, rappresentazione sociale del sé. Un’idea profonda di adesione e stima verso il territorio valoriale ma anche emozionale della marca. Per un brand che non venga mai dimenticato, anzi che venga “citato per primo”, che si riveli top of mind.
Simone Ascione
 
Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 29 settembre 2010




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