L’aborto era stato eseguito clandestinamente, adesso l’autopsia farà luce sui fatti

Torre del Greco – Tutto è cominciato con una telefonata anonima al commissariato, in cui una donna confessava di aver abortito un feto e di averne depositato i resti all’interno del cimitero di Torre del Greco. Durante il primo novembre, la notizia sembrava un falso allarme, dato che diversi agenti hanno setacciato l’intero cimitero senza rinvenire nulla.
Il giorno 4 novembre vi è stata la macabra scoperta: gli impiegati del camposanto avevano l’incarico di spostare alcuni cadaveri, ed all’interno di una tomba di un bambino sepolto quattro anni fa, è stato rinvenuto il feto. Il corpo era stato riposto in una bara improvvisata (un contenitore di plastica per alimentari), insieme a del liquido che ne manteneva inalterato il ph fisiologico.
Il feto è stato immediatamente trasportato all’ospedale San Leonardo di Castellamare di Stabia, dove sarà eseguita l’autopsia, la quale svelerà innanzitutto da quanto tempo l’embrione era stato concepito prima di essere abortito.
Al momento sembrano però emergere almeno due certezze: l’aborto è stato eseguito clandestinamente; ed il corpo era stato posto nella bara solo provvisoriamente (tra le interpretazioni più terribilmente inverosimili, troviamo anche chi sostiene che il corpo sarebbe potuto servire per riti pseudo satanici).
Fabio Cirillo




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