Al Tribunale Civile di Torre Annunziata non sono mancate sorprese e turbolenze

(a) Torre del Greco – E’ necessario fare una premessa: noi de La Torre cerchiamo sempre di attenerci ai fatti e alle ipotesi che potrebbero avere uno fondo di concretezza. Ad oggi La Torre non è stata mai smentita, a differenza di altri giornali ed alcuni avvocati. Ognuno, come abbiamo sempre sostenuto, può intraprendere la strada che vuole. In merito alla vicenda Dimaiolines, molti sono gli investitori (ne abbiamo stimato circa 800) in attesa di sapere se c’è speranza di recuperare i propri investimenti. Il 3 marzo scorso si è tenuta, presso il Tribunale Civile di Torre Annunziata – sezione fallimentare, Giudice delegato Palescandolo – la prima udienza che riguarda il fallimento della Dimaiolines Srl. Le sorprese e le turbolenze non sono mancate: l’armatore Carlo Di Maio si è presentato in tribunale per esercitare il suo diritto alla difesa, ma si è trovato nell’impossibilità concreta di farlo. Alcuni degli investitori presenti, nei corridoi del Tribunale, hanno insultato Di Maio che, temendo per la sua incolumità, ha dovuto lasciare il Palazzo di Giustizia. Secondo indiscrezioni, per questo episodo – fatto presente al curatore fallimentare – è stata presentata dallo stesso Di Maio una regolare denuncia alle autorità competenti.
Inutile dirlo, la presenza di Di Maio sarebbe stata utile a molti investitori per capire qualcosa in più su questa vicenda, ma purtroppo per il gesto di pochi hanno pagato tutti. Dall’udienza, che pare si sia svolta a porte chiuse, sono emersi questi fatti:
– sono circa 400 le richieste al passivo;
– sono almeno 400 gli investitori che non hanno intrapreso alcuna azione legale;
– i titoli non sono da considerarsi obbligazioni;
– il Giudice vorrebbe far rientrare alcuni di questi titoli, dove c’è traccia del pagamento, sottoforma di crediti;
– è stato depositato dai curatori un parere giuridico a firma del Prof. Carlo Di Nanni, nel quale si apprende che i titoli non sono obbligazioni bensì un prestito personale
– l’inquisito, Carlo Di Maio, non ha potuto esercitare (per i suddetti motivi) il suo diritto alla difesa.
Paradossalmente potrebbe essere ridiscussa l’udienza del 3 marzo e messa a rischio la prossima udienza.
Sono molti coloro che chiedono, e son proprio quelli che stanno alla finestra ad aspettare, quanto convenga, ai possessori di titoli, entrare nel fallimento della società Diamiolines. D’altra parte c’è anche una diversa corrente di pensiero formata da coloro che sostengono che sia opportuno, in questa fase, un approccio morbido, in quanto considerano il denaro impiegato come un prestito personale e, quindi, i soldi li rivogliono dalla persona degli armatori. Quelli che appartengono a questo filone sono consapevoli che dalla Società difficilmente si caverà un ragno dal buco: la Dimaiolines non ha soldi e ad oggi vanta solo forti perdite. Ricordiamo a tutti, inoltre, che chi non ha ancora avanzato richiesta al passivo può presentare, comunque, la “tardiva”, che ha lo stesso valore della “tempestiva”. Sembrerebbe che quelli che aspettano, senza perdere
alcun diritto, hanno una possibilità in più. Di certo, ad oggi, a guadagnarci sono gli avvocati dell’una e dell’altra parte.
Antonio Civitillo
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