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Torre del Greco – "Questa città merita uno stadio": così recitavano adesivi, striscioni e scritte spray sui muri della città a fine anni ’90. A quei tempi la Turris giocava tra i professionisti, e il problema stadio era il cruccio domenicale con il quale la società doveva fare i conti in vista dell’ottenimento dell’agibilità per disputare le gare casalinghe all’Amerigo Liguori.
Capienza ridotta, parcheggi inesistenti, vie d’accesso e di fuga limitate alla tortuosa via Cimaglia e al centralissimo viale Ungheria, spogliatoi fatiscenti e settore ospiti da brividi: così lo storico comunale, logoro e martoriato dal peso degli anni, si presentava alle migliaia di spettatori che la domenica affollavano le gradinate del Liguori.
A distanza di anni, nulla è cambiato. Il vecchio comunale è lì, abbandonato nel suo vestito peggiore, con opere di riammodernamento, succedutesi nel corso degli anni, servite solo a rattoppare lacune palesi e visivamente improponibili.
Entro la fine del 2008 c’è la prima importante tappa: 1.750.000 euro stanziati dalla Provincia dovranno essere impegnati dall’amministrazione comunale per la messa in opera del Palazzetto dello Sport, congelando, almeno inizialmente, il progetto stadio. Pena, la restituzione di tali fondi a Palazzo Matteotti. Quando Torre del Greco potrà beneficiare di un impianto sportivo dignitoso? In attesa che il Liguori venga rivestito di un manto sintetico, per il quale sono stati destinati 800.000 euro, si attende che il maxi progetto diventi definitivo: "Gli ingegneri Salerno e De Rosa – affermaCiro Borriello – sono al lavoro per eliminare quei vizi che già portarono la Sovrintendenza a bocciare il progetto". Alcuni difetti – come quelli relativi al problema dei "coni visivi", la mancanza di strutture logistiche e l’adeguamento alle norme di sicurezza UE – che secondo Filippo Colantonio, ex assessore ai lavori pubblici dell’amministrazione Ciavolino, furono poi messi da parte, permettendo al progetto di incassare, successivamente, l’ok del Coni e della Sovrintendenza. Oltre ad uno stadio da 4.000 spettatori – facilmente aumentabile eliminando la pista di atletica leggera – il progetto prevedeva la costruzione di un bocciodromo, piscina coperta, palazzetto dello sport per basket e pallavolo, la creazione di un ristorante, un centro commerciale di 3.800 mq, parcheggi per 350 posti auto e giardini per circa 60.000 mq. Un maxi progetto dal costo 40.440.000 euro, di cui quasi 13.830.480 sarebbero stati a carico di privati. Un project financing di dimensioni colossali che, come racconta Colantonio, "incassò il plauso anche di Mario Pescante, ricevendo una sorta di corsia privilegiata nel quadro degli impianti sportivi da realizzare in Italia".
Il finale è storia nota: Ciavolino viene mandato a casa dalla sua stessa maggioranza, il bilancio diventa carta
straccio e la Cittadella dello Sport un miraggio. Le amministrazioni passano, il problema stadio rimane.
Nino Aromino

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