Domenica 8 febbraio

Torre del Greco – Domenica 8 febbraio 2009 alle ore 18,30 a San Giovanni a Teduccio nella chiesa di San Giovanni Battista si terrà un incontro di preghiera e di riflessione dal titolo “ Per non dimenticare … Giovanni Palatucci”, per ricordare l’ultimo Questore di Fiume italiana, morto nel campo di sterminio di Dachau e, con lui, le tante altre vittime di quell’atrocità. L’evento è organizzato dal Commissariato di PS San Giovanni – Barra con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Onlus “Amici dell’Arte” – sez Campania e dell’associazione culturale “Prometeo” di Torre del Greco.
L’incontro culturale si articolerà in un momento di preghiera con don Fabio Manca, cappellano della Polizia di Stato e don Cristoforo Lucarelli, parroco della chiesa di San Giovanni Battisti e negli interventi di Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino della Comunità Ebraica di Napoli; di Antonio Borriello, regista e attore teatrale; di Flavio Russo, scrittore e storico militare; di Angela Furcas, poetessa e critica d’arte. Il commento sarà affidato a Pietro De Rosa, dirigente del commissariato di Pubblica Sicurezza di San Giovani-Barra. Seguirà il concerto di musica sacra con l’ Ensemble vocale “ Salerno Classica ” diretta dal maestro-concertatore Luciano D’Elia, con la partecipazione del soprano Anna Pietrafesa e dell’organista Stefania Cucciniello.
L’occasione è la ricorrenza della morte dell’eroico Funzionario di Polizia, di origine irpina, che, in servizio presso la Questura di Fiume (Dirigente dell’Ufficio Stranieri, prima, Questore Reggente, poi), dal 1939 al 1944, aiutò concretamente a sottrarsi alla cattura e a fuggire verso paesi liberi, tanti perseguitati politici e migliaia di ebrei, vittime delle leggi razziali – antisemitiche del luglio – novembre del 1938, diversamente destinati ai campi di sterminio. A causa di questa suo impegno, una vera e propria “missione superiore”, il Questore Palatucci non esitò a donare la sua vita per il bene di tutti.
Scoperto dai tedeschi e arrestato dalla Gestapo, con l’accusa di cospirazione ed intelligenza con il nemico, fu condannato a morte poi, con la commutazione della pena, fu deportato in Germania, nel Lager di sterminio di Dachau (matricola 117.826), dove morì per gli stenti e le sevizie subite, aiutando sino all’ultimo i suoi compagni di sventura. Era il 10 febbraio del 1945… poche settimane prima della liberazione.
Nel 1996 Monsignore Alberto Alberti, responsabile dei cappellani della Polizia di Stato ha proposto, al segretariato della congregazione per le cause dei Santi, il “caso Palatucci”, determinando l’apertura della Causa di Beatificazione. E, così, nel 2004, per l’eroico sacrificio, l’incrollabile fede e le non comuni qualità cristiane, questo novello martire, a termine del processo diocesano, è stato insignito del titolo di “Venerabile”. Chiusa questa fase, il processo per la beatificazione è ora ritornato alla congregazione per le cause dei Santi




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