Comunicato Stampa

Torre del Greco – In merito alla vicenda dell’abbattimento delle case abusive, il primo cittadino Ciro Borriello ha inviato una missiva al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Di seguito il testo della lettera a firma del Sindaco.
Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Dott. Silvio Berlusconi, Roma
Pregiatissimo Signor Presidente,
mi trovo nella necessità di scriverLe per chiedere un Suo intervento in una problematica che pone in serio pericolo l’ordine democratico e rischia di danneggiare dei beni primari che la nostra Costituzione intende tutelare.
La questione cui mi riferisco è quella connessa agli incarichi di demolizione di case abusivamente costruite molti anni prima che l’Autorità Giudiziaria si rivolgesse allo scrivente Sindaco, per supplire alla inerzia da parte del privato obbligato. Il tema molto complesso, in quanto tocca una vasta gamma di situazioni esistenziali in cui si intrecciano interessi pubblici primari che entrano in conflitto tra di loro, ponendo questa Amministrazione in una condizione di impossibilità di provvedere nel senso richiesto dall’Autorità Giudiziaria, per non comprimere beni essenziali e cagionare un danno sociale ed economico maggiore di quello che si vorrebbe rimuovere con gli abbattimenti.
Ed invero l’esecuzione degli incarichi di demolizione, da parte di questa Amministrazione si risolverebbe da ultimo nella distruzione di una serie (il numero è altissimo) attualmente abitate da famiglie, bambini ed anziani che verrebbero a trovarsi privi della loro casa ossia di quel bene che, sebbene illegittimamente costruito, rappresenta comunque l’oggetto di un diritto dotato di forza costituzionale e valenza fondamentale.
Di certo l’abusivismo è da condannare ma non può tacersi che l’aspirazione a conservare un alloggio per sé e la propria famiglia rappresenta in ogni caso un diritto primario, riconosciuto a livelli costituzionale ed internazionale (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Patto Internazionale sui Diritt Economici, Sociali e Culturali, Convenzione Internazionale per l’Eliminazione di tute le forme di discriminazione…) per la cui realizzazione grava sullo Stato e sulla Pubblica Amministrazione il dovere istituzionale di promozione, affermazione e difesa.
Ricostruita in questi termini, la questione svela però tutta la sua portata dirompente e manifesta il conflitto di interessi e le profonde contraddizioni in cui questa Amministrazione viene a trovarsi, essendo il Comune astretto da un lato dalla pretesa che l’Autorità Giudiziaria gli rivolge di demolire le case abusive di tanti cittadini e, per altro verso, obbligato a concorrere alla realizzazione dei compiti di benessere e dei diritti fondamentali delle persone rappresentate, fra cui spicca proprio il diritto alla casa.
È pacifico che mancando la casa tutti gli altri diritti fondamentali non possono realizzarsi, per difetto del terreno fertile in cui fiorisce la salute, l’istruzione, l’educazione e il benessere degli uomini.
A quanto sopra devo aggiungere che il Comune si troverebbe, all’indomani degli abbattimenti, a dover fronteggiare una schiera di senzatetto, senza tuttavia poterli assistere stante la mancanza di alloggi da assegnare loro con tutte le evidenti e prevedibili ripercussioni negative per l’ordine pubblico e la sicurezza, senza considerare l’enorme danno in termini di rapporto tra l’Istituzione locale e gli amministrati.
Inoltre occorre domandarsi dove reperire terreni disponibili ed accessibili ad equo costo, come conseguire la disponibilità di materiali a basso costo e comunque alla portata delle famiglie sfollate. Tutti questi fattori, solo se effettivamente presenti, possono rendere praticabile la via dell’abbattimento poiché mancando tali condizioni risulta impensabile imporre l’affermazione di modelli comportamentali virtuosi e doverosi.
Nel caso di specie poi le costruzioni abusive che il Comune dovrebbe abbattere in ottemperanza all’ordine dell’Autorità Giudiziaria sono frutto di abusivismo di necessità, ossia di un fenomeno che nasce dal bisogno sociale ed umano di aver un alloggio che, non trovando una naturale e lecita soddisfazione, travalica i paletti della legalità pur di realizzarsi, come fanno i fiumi quando rompono gli argini per il vigore che li anima.
È evidente allora che l’approccio e la lotta all’abusivismo, che considero anch’io una vera cancrena e piaga della comunità tutta, per essere avvertita come giusta e giustificata, in modo da assolvere la funzione rieducativi della pena cui tende l’art. 27 Costituzione, non può prescindere da un contestuale e concreto impegno del Governo e dello Stato a realizzare le condizioni di supporto legislativo e finanziario che permettano agli individui e alle famiglie di accedere lecitamente ad un alloggio ove le persone possono affermare la loro personalità.
Mancando tutto questo, almeno allo stato, può il Sindaco di un Comune il cui territorio è caratterizzato da notorie criticità e tensioni sociali connesse alla mancanza di alloggi, eseguire degli abbattimenti dai quali deriveranno conseguenze pregiudizievoli per la salute e la dignità dei cittadini, per la sicurezza e l’ordine pubblico?
Alla luce di quanto sopra, Onorevole Presidente, Le chiedo di volere intervenire per porre rimedio alla situazione eccezionale e straordinaria segnalata che vede questa Amministrazione stritolata tra le legittime pretese repressive e la pressante necessità di garantire i diritti fondamentali ed il benessere dei cittadini.
Nel confidare in un positivo riscontro di quanto auspicato, l’occasione è oltremodo gradita per porgerLe i più deferenti saluti.
On. Dott. Ciro Borriello




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